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MUTUI- LA STRETTA DEL FISCO E' RETROATTIVA


Chi ha acquistato la prima casa deve mettere in conto nuovi versamenti al fisco, soprattutto se ha dichiarato nel rogito un valore dell'immobile inferiore al mutuo richiesto alla banca: in questo caso lo sconto Irpef sugli interessi da mutuo indebitamente usufruito dovrà essere rimborsato al Fisco.

Questa decisione è stata presa dall'Agenzia delle Entrate, che, con una recente circolare ha posto una serie di paletti alla pratica diffusa di richiedere un mutuo alto per coprire la spesa reale, e poi dichiarare nell'atto di acquisto il solo valore catastale.

In sostanza, sarà l'importo dichiarato al momento del rogito, aumentato delle sole spese notarili e accessorie quello sul quale conteggiare lo sconto Irpef.

Con la nuova circolare, le Entrate chiariscono che la nuova disposizione avrà effetto retroattivo.

Niente sanzioni, ovviamente, ma il Fisco è pronto a chiedere indietro la parte di sconto che supera il valore del rogito.

In pratica, se per l'acquisto è stato dichiarato un importo di 100.000 euro ma il mutuo richiesto è stato di 200.000 euro, lo sconto Irpef potrà essere applicato solo su metà degli interessi e il fisco chiederà indietro la differenza.

Il fenomeno di dichiarare all'atto di acquisto un importo più basso di quello "reale", fermandosi spesso al valore catastale, è frequente perché consente di pagare meno tasse sulla compravendita (imposta di registro o Iva). Ma, poiché i prezzi del mercato immobiliare in questi ultimi anni sono lievitati in modo esponenziale, è facile che l'importo del mutuo possa superare il valore dichiarato nel rogito.

La nuova interpretazione del fisco, arrivata ad aprile, ha stabilito invece che, se il valore del mutuo supera quello dell'acquisto, gli interessi sui quali si applica lo sconto devono esser rapportati all'importo più basso.

Ora questa nuova interpretazione restrittiva viene di fatto estesa anche retroattivamente, nonostante sia la stessa Agenzia delle Entrate ad ammettere che "è possibile che nel passato i contribuenti e i Caf abbiano agito nella erronea convinzione che la detassazione spettasse con riferimento all'intero ammontare degli interessi pagati". In concreto a fare i controlli per il Fisco saranno quindi i Centri di Assistenza Fiscale



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